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Grotta delle apparizioni o Madonna della Grotta di Marta (VT)


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La Grotta delle apparizioni di Marta (Viterbo), nonostante i decenni ormai trascorsi, riesce ancora a richiamare gente da gran parte del viterbese (e non solo!) per la devozione alla Santa Vergine Maria che qui, a partire dal 19 maggio 1948, continuò per diversi anni ad apparire a numerose persone richiamando molta gente di allora e apportando quindi anche un significativo aumento del turismo nella cittadina di Marta adagiata sulla sponda meridionale del lago di Bolsena, tant'è vero che immediatamente fuori della Grotta si vendevano bottigliette d'acqua e fu allestito un piccolo ambulatorio per le numerose persone che cadevano sugli scalini che conducevano al luogo dell'apparizione ma anche per coloro che si sentivano male per la grande mole di gente presente a venerare la Madonna nella piccola Grotta e, quindi, per l'aria viziata che si respirava.
Persino il capo di Stato di allora Alcide de Gasperi era al corrente di queste apparizioni nella Grotta di Marta e diversi giornalisti dell'epoca vollero testimoniare questo importante avvenimento.
In questo periodo la notizia delle apparizioni della Madonna all'interno della Grotta (che in realtà si trattava di una semplice cantina) si diffuse rapidamente in tutto il viterbese e in varie zone d'Italia, tanto che il piccolo paese di Marta diventò ben presto una vera e propria meta di pellegrinaggio per i tanti fedeli.

Le prime ad avere queste apparizioni furono tre bambine di nome Maria Antonietta, Ivana e Brunilde, le quali andarono in estasi vedendo la Madonna.
Proviamo allora a raccontare questo fantastico avvenimento, tratto dal libro "Apparizioni di Marta" del signor Mario Prugnoli (detto "zio Mario"), anche lui veggente: il 19 maggio 1948 le tre bambine, di 9 anni, una volta uscite di scuola alle ore 12 (allora si tornava a scuola anche di pomeriggio), decisero di andare, appena pranzato, a cogliere i fiori in campagna per la processione del Corpus Domini.
Una delle loro mamme, però, disse loro che avevano sbagliato giorno in quanto la processione ci sarebbe stata giovedì prossimo e non il giovedì della settimana in corso.
Allora le bambine pensarono di portare i fiori in una cantina, così si sarebbero mantenuti al fresco, e posarono il canestro di fiori in fondo.
Improvvisamente le tre bambine videro una luce fortissima con in fondo un quadro raffigurante la Madonna e Gesù Bambino in braccio. Erano le 13,30.
Le bambine uscirono sbalordite e commosse dalla visione e gridarono "Abbiamo visto la Madonna!", e così tutti i vicini accorsero e quando fu sera tutti i paesani andarono a visitare la cantina dell'apparizione.
Il giorno dopo ci volle addirittura la forza pubblica per mettere ordine alla folla che aumentava sempre più. Anche molti visitatori ebbero varie visioni: c'era chi vedeva una luce, chi la Madonna, chi San Giuseppe, chi anime dei trapassati e chi, invece, vedeva sia la Madonna che il demonio.
Queste cose succedevano ormai a persone di Marta ma anche a quelle dei paesi limitrofi come Capodimonte, Montefiascone, Valentano, Tuscania, Bagnaia etc.

Per mettere maggior ordine, a qualche giorno dalla prima apparizione, i carabinieri decisero di far entrare 15 persone alla volta, e fu messo un telo a mo' di porta affinché ci fosse il buio nella cantina, ma poco dopo fu tolto perché le apparizioni avvenivano sia all'interno che all'esterno della Grotta, in pieno giorno.
L'evento fu talmente clamoroso che ci furono anche visitatori stranieri.
Uno dei primi a vedere, in estasi, la Madonna fu Orlando Maurizi, al quale la Madonna disse che all'indomani si sarebbero verificati due miracoli.
A questa notizia si costituì una commissione di controllo formata da un frate cappuccino, l'allora parroco di Marta don Liberato Tarquini, le autorità di Marta e quelle della provincia. Venuta l'ora dei miracoli, il 22 maggio 1948, la commissione si riunì attorno al veggente Maurizi, in estasi. Poco dopo avvenne il miracolo: una bambina che aveva un male incurabile ad un braccio, guarì come d'incanto. Il frate cappuccino, però, non credette inizialmente a tutto ciò, aveva visto un solo miracolo dei due previsti e, salendo su un balcone di una casa posta di fronte alla grotta, iniziò a dire alla folla che non era vero niente e che la Madonna non era apparsa a nessuno.
Ma proprio in quel momento il sole cominciò a roteare diventando di mille colori e fu visto da tutti i presenti che in coro gridarono "Viva Maria!".
Il povero frate rimase sbigottito, e rivoltosi di nuovo alla folla disse "Fratelli, scusatemi se ho sbagliato, aspettiamo quello che Dio vorrà e se son rose fioriranno".
Dai giornali si apprese che quel giorno a Marta assistettero ai due miracoli circa 40.000 persone, e di queste, mentre il sole roteava, qualcuno vide la Madonna volare in cielo.
Fu grande la commozione, la gioia, la speranza, la fede, che ancora oggi, ripensando a quei giorni, ci si rallegra.

Da quel momento la Madonna non finì più di elargire Grazie di ogni specie. Ci furono anche nuovi veggenti. Ma, benché si verificassero miracoli così tangibili, non mancarono le malelingue, quelle che non ammettevano la veridicità degli avvenimenti.
Il clero disse addirittura che si trattava di fatti diabolici. Però i credenti hanno continuato a pregare nella Grotta, che era sempre piena di gente anche durante il mese di giugno nonostante la mietitura fosse già cominciata.
Certe persone, per tornare al lavoro sui campi, dovevano percorrere decine di chilometri, ma sembrava che non si stancassero. Il giorno dopo erano di nuovo a pregare nella Grotta. Forse anche questi erano miracoli.
Come era desiderio della Madonna, venne acquistata una bella statua che la rappresentava e la sera stessa all'acquisto fu portata in processione da migliaia di persone e poi depositata nella Grotta. Subito dopo avvenne un altro miracolo: una donna di Tuscania fu guarita da un cancro e lei, da Tuscania, venne alla Grotta a piedi, scalza, per ringraziare la Madonna, facendo di fatto 16 chilometri.
Le tre bambine Ivana, Brunilde e Maria Antonietta, che videro per prime la Madonna, non la videro mai più. La Vergine apparve ad altre persone dando a loro dei messaggi.
Il primo fu:
- Recitare il Santo Rosario tutti i giorni.
- Santificare le feste con la Santa Messa e ricevere mio figlio Gesù.
- Amarsi a vicenda.
- Pace nelle famiglie.
Ed aggiunse "Io, la Vostra Madre, sono venuta come Missionaria per convertire i peccatori".

Il signor Mario Prugnoli, che si recava tutti i giorni alla Santa Grotta per recitare il santo Rosario alle ore 20, un giorno stanco venendo dalla pesca, decise di non andare ma il giorno dopo nella Grotta trovò una bella sorpresa: vide la statua della Madonna con due angeli ai lati e, nonostante la tanta gente presente, si ritrovò senza alcun ostacolo e fatica in fondo, davanti alla statua.
Don Liberato Tarquini fece chiedere, da una veggente alla Signora con la quale stava parlando, chi fosse, e Lei rispose "Io sono l'Immacolata Concezione, la Madre di Gesù di Nazareth".
La Madonna comunicò inoltre che voleva, oltre al Rosario delle 20, un altro ancora alle ore 3 del mattino per tre mesi consecutivi. Così il signor Mario, insieme ad un bel gruppo di persone, esaudì il desiderio della Santa Vergine.
Oltre a Mario, tra le persone che videro la Madonna, citiamo: Gabriele Paoletti, Andrea Sborchia e Vittorio Chiatti.

Sempre qua, tempo dopo, un'apparizione di Maria SS. è destinata a diventare particolarmente famosa: quella manifestatasi nel settembre 1962 al 65enne Concetto Moretti: mentre era in estasi nella Grotta, numerose persone appoggiarono sulle sue mani giunte, numerose corone del Rosario appartenenti a diverse persone, anche al di fuori della Grotta, affinché fossero benedette dalla Madonna. Avvenuta la benedizione, il veggente restituì a ciascuno la propria corona (il veggente come poteva sapere a chi appartenevano le diverse corone?).
E sempre Concetto, che non ha ricevuto alcuna istruzione e che addirittura era analfabeta, una volta con una candela accesa fece cadere a terra delle gocce di cera e disegnò una bella chiesa dicendo che sarebbe poi stata costruita in futuro, in un luogo dove la Madonna sarebbe apparsa e avrebbe concesso tante Grazie e conversioni, ed è infatti sorta a Medjugorje, identica al disegno di Moretti.
Concetto a volte benediceva i fiori e li dava ai presenti per portarli alle persone malate ed anche a coloro che non credevano alle apparizioni della Madonna e venivano alla Grotta solo per far baccano e raccontare dicerie.

Una volta fu lo stesso Mario Prugnoli ad avere una visione: era il mese di luglio del 1948, verso mezzanotte circa, era a letto al buio e dormiva, quando ad un tratto venne svegliato da una forte luce e sua moglie, che prima dormiva accanto a lui, scomparve.
Gli apparve allora un giovane vestito elegantemente che aveva anche una cravatta a farfalla, e lo invitò a seguirlo a Napoli per fargli fare, così disse testualmente, "il gran signore e godersi la vita con tutti i suoi piaceri". Mario rispose che poteva andarsi a cercare un napoletano e lui scomparve ma al suo posto vide una ragazza bellissima che tentò di baciarlo; si sentì rabbrividire e in quel momento una voce, proveniente dall'alto della stanza, tuonò "Attento Mario, è il demonio", e qui gli ci vollero tre segni di Croce e il demonio sparì. Subito dopo rivide sua moglie nel letto come prima. Quando il giorno dopo le raccontò del fatto, la moglie gli disse di non essersi accorta di niente.

Al tempo delle prime apparizioni, il Vescovo della nostra diocesi, Mons. Giovanni Rosi, convocò un giorno Mario a casa di don Liberato Tarquini, allora parroco di Marta, e in sua presenza lo invitò caldamente a non andare più alla Grotta perché faceva parte dell'Azione Cattolica e, continuando ad andarci, avrebbe dato un cattivo esempio.
Mario ebbe una forte reazione e gli gridò che se non avesse potuto più andare a pregare la Madonna nella Grotta, sarebbe andato a pregare nella piazza di Marta, tanto anche lì avrebbe avuto Gesù e la Madonna ad ascoltarlo. Il vescovo, di fronte alla sua fede, cambiò idea e rispose "Vai alla Grotta e prega anche per me". Mario lo ringraziò e da quel giorno la sua fede si rafforzò.

Una mattina, alle quattro, dopo il Rosario, Mario uscì dalla Grotta e, siccome era il primo venerdì del mese, gli venne in mente di andare alla Messa per fare la Comunione.
In quei giorni la Messa veniva celebrata molto presto perché i contadini dovevano andare a mietere il grano. Lui, però, era impaziente perché a quell'ora sarebbe dovuto andare con suo padre a pesca, e così strada facendo per andare a Messa, chiese al Signore di dargli un segno per rassicurarlo e subito vide una bellissima stella cadere sul campanile e pensò fosse il segno che potesse star tranquillo in chiesa.
Quando tornò a casa trovò suo padre che ancora dormiva, cosa che a quell'ora non era mai successa prima, e in più quel giorno fecero una pesca più abbondante del solito.
Una volta tornò dalla pesca verso le undici e si recò subito alla Grotta, dove trovò tanta gente attorno ad un veggente in estasi che chiedeva venisse cantata l'Ave Maristella, e la signora Barbara Pomponi gli rispose che non c'era nessuno che la sapesse cantare; in quel momento arrivò Mario e tutti insieme la cantarono.

Riportiamo testualmente dal libro di Mario Prugnoli: "Il nostro parroco Don Liberato Tarquini credeva alle apparizioni della Madonna nella grotta e per questo fu punito anche lui dal vescovo Boccadoro col divieto di entrare nella grotta. Don Liberato ben presto si ammalò di cuore e in pochi mesi lasciò la vita terrena. Si spense il 25 maggio del 1953. La sua vita era fatta solo di bene, lui si spogliava di ogni suo avere per aiutare i poveri, e per tutti aveva una parola buona. La sua chiesa era sempre piena di gente sia la domenica che gli altri giorni e quando era ora del catechismo andava a chiamare i bambini per le strade per portarli in chiesa e loro andavano volentieri. Venne poi il tempo in cui il vescovo Boccadoro, sempre ostile alle apparizioni, proibì l'entrata alla Grotta, nonostante i miracoli e le conversioni che avvenivano. Il vescovo, dopo aver interrogato i veggenti, disse loro che erano in preda al demonio e che dovevano smettere di avere estasi diaboliche. Così molti di loro, impauriti, si tirarono indietro. Solo due continuarono ad andare in estasi e ad avere messaggi: Concetto Moretti e Gigetto De Rossi. I messaggi dati dalla Madonna ai veggenti sono stati raccolti dalla signora Barbara Pomponi e sono ben conservati dal figlio Toledo De Dominicis.
Il vescovo Boccadoro andò in seguito in pensione e fu sostituito da Mons. Fiorino Tagliaferri il 9 maggio 1987. Il vescovo Tagliaferri tolse subito il divieto di pregare alla Grotta, e da allora la Madonna ha elargito sempre più grazie, e la gente continua a venirci sempre più numerosa, a qualsiasi ora e da tutte le parti d'Italia, compresi i sacerdoti
".

Ora vogliamo raccontare degli avvenimenti realmente accaduti e ben documentati nel libro del signor Mario: Stefania, di Bagnaia, andò in estasi ed ebbe dalla Madonna l'invito di andare a Marta a piedi. Così, insieme a un gruppetto di persone, s'incamminarono verso Marta e, benché avessero camminato per un'intera nottata, arrivarono alla Grotta senza la minima fatica e l'estasi di Stefania finì. Ringraziò la Madonna con grande gioia gridando "Viva Maria!".

Un altro fatto riguardò l'allora 27enne Moreno de Grossi, il quale a causa di un incidente stradale, si procurò la perforazione di entrambi i timpani. I medici gli dissero che aveva una membrana del tutto distrutta e che ci sarebbe voluta un'operazione chirurgica. Il sign. Mario allora decise di mettere un batuffolo d'ovatta nelle mani della statua della Madonna e lo fece inserire poi nell'orecchio più danneggiato di Moreno. Dopo tre giorni, guarì del tutto e non ci fu più bisogno di cure per lui. Da allora è sempre stato bene.

Citiamo anche il caso di Guerrino Dolci di Marta, che soffriva di embolia nella regione oculare sinistra con confusione mentale, annebbiamento della vista etc.
Il sign. Mario Prugnoli, divenuto custode della Grotta, mise per lui un fazzoletto sulle mani della statua della Madonna e lo mise poi in testa a Guerrino; lui ci rimise sopra il cappello e da quel momento iniziò a sentirsi meglio finché guarì del tutto. Quando rifece la tac di controllo, non c'era più nessuna traccia dell'embolia.

Un altro fatto è quello che riguardò Giuseppe Aluisi, sempre di Marta, il quale era affetto da epatotapia cronica e colicistite e in più non si poteva operare perché i medici gli dissero che aveva uno stato di salute generale disastroso. Lui, poverino, soffriva tanto e un giorno venne da Mario alla Grotta e gli chiese di mettere un fazzoletto sulle mani della statua della Madonna, e così fece. Poi Giuseppe pose con fede questo fazzoletto sulla parte malata del proprio corpo e dopo qualche giorno guarì senza aver più bisogno di medicine né di intervento chirurgico.

Un altro episodio è quello legato a due fratelli di Bolsena che presero per buffonate le manifestazioni religiose della gente davanti alla Grotta ma vollero entrarvi, riuscendo a fatica a raggiungere il fondo, e vedendo i veggenti in estasi, rimasero molto sorpresi, ma ancora di più lo furono quando, usciti, uno raccontò all'altro di aver visto la Madonna che era tanto bella e vestita di bianco con una fascia celeste in vita. Da quel giorno i due fratelli vengono spesso a visitare la Grotta.

Anche il noto dermatologo martano dell'IDI, Giuseppe Carolini, vide la Madonna della Grotta il 19 maggio 1948. Dopo l'apparizione, Giuseppe decise di intraprendere la strada della medicina nel campo delle malattie della pelle. Molti dei suoi pazienti guarirono miracolosamente grazie alle sue cure.

Vincenzina Canonino di Napoli, abitante in Rione Lauro n° 83 C, soffriva di grave esaurimento nervoso. Seppe dai suoi amici di Marta della Madonna della Grotta e ci venne a pregare perché venisse liberata dal male che la tormentava e per il quale la medicina pareva che non potesse niente. Vincenzina in poco tempo guarì.

Un pomeriggio sono venute a ringraziare ancora la Madonna alla grotta la signora Governatori Rosa ved. Calandrelli, con la figlia Dalma, per la grazia fatta alla stessa figlia in seguito alla guarigione di un male incurabile (confermato dai medici). La signora Rosa ha ricordato al signor Mario Prugnoli un fatto avvenuto all'inizio delle apparizioni della Madonna: Rosa venne alla grotta, in quel momento piena di gente, con la sua bambina di circa tre anni e davanti alla statua disse mentalmente: "Madonna benedite questa mia figlia". In quel momento un veggente che era in ginocchio si alzò in piedi e le disse: "Rosa, la Madonna benedice tua figlia". Rosa dall'emozione scoppiò a piangere.

Il 14 novembre del 1992 due fidanzati di Montefiascone erano venuti a Marta per ragioni di famiglia. Si trovavano in piazza San Pietro quando alla ragazza venne voglia di andare alla Grotta della Madonna. Il fidanzato non era tanto d'accordo, ma per accontentarla andò anche lui. Entrarono così nella grotta e arrivarono giù in fondo davanti alla statua della Madonna. Non erano passati tanti minuti che i due fidanzati rimasero al buio: sia le luci che i lumini per terra si erano spenti. Allora al ragazzo è apparsa una luce intensa proprio dietro la statua della Madonna, un po' più in alto, e in mezzo alla luce c'era la Madonna vestita di bianco, con tanti gigli attorno di tutti i colori. La Madonna era a braccia protese come se lo avesse voluto abbracciare. L'apparizione durò qualche minuto e fu di nuovo buio. La ragazza non aveva visto niente. I due ragazzi cercarono di accendere la luce ma non ci riuscirono. Uscirono così al buio dalla grotta e una volta fuori si guardarono indietro e la grotta era sempre buia, mentre fuori le luci erano tutte accese, quindi non era stata una mancanza di energia elettrica. Allora corsero a casa e raccontarono l'accaduto ai parenti e tutti insieme andarono a casa di Mario e si recarono poi alla Grotta ma all'interno trovarono tute le luci e i lumini accesi. Il ragazzo che aveva avuto la visione della Madonna adesso è un grande credente.

Un autobus di linea che da Viterbo andava a Valentano, passando per Marta, si fermò davanti alla Grotta. il suo autista si affacciò dal finestrino e disse, rivolto alla folla in preghiera "Che buffonate!" e poi proseguì il suo viaggio. L'autista, giunto a casa, si sentì male: aveva addosso un nervosismo terribile e sua moglie voleva chiamare il medico ma il marito preferì andare a letto, sperando che si sarebbe sentito meglio. Invece si sentì peggio, e non si sa come, gli tornò in mente quello che aveva detto davanti alla Grotta. Si alzò dal letto di scatto, dicendo alla moglie che andava a Marta per chiedere perdono alla Madonna della Gotta per la sua incredulità e così fece, come d'incanto si risentì subito bene. Questa persona da quel momento è diventata credente.

"Nel mese di ottobre dell'anno 1948, mentre si recitava il Rosario delle ore 20, venne alla Grotta il veggente Vittorio Chiatti che andò in estasi in ginocchio e poi, alzandosi all'improvviso, ci fece cenno di seguirlo. Gli andammo tutti dietro continuando a recitare il Rosario. La direzione era quella della chiesa della Madonna del Monte. Quando arrivammo davanti alla porta chiusa della chiesa ci inginocchiammo tutti e recitammo le litanie in canto. Finite le preghiere la chiesa si illuminò all'interno, la luce si vide dalle finestre fuori, però nessuno aveva potuto accendere la luce perché la porta era sempre stata chiusa. Il veggente fece ritorno alla Grotta sempre seguito da una grande luce. Forse la Madonna del Monte, che ai martani ha sempre voluto bene, ha voluto apparire anche in paese alle tre bambine e ad altre persone come per essergli più vicina".

Una bambina di nome Elena Russo nata a Viterbo il 14 maggio 1987 ricevette anche lei una grazia. La grazia è affermata dalla mamma di Elena, la signora Daniela Filoscia coniugata Russo Vincenzino. La bambina aveva un ginocchio gonfio e piegato e non lo poteva muovere. L'avevano portata da tanti specialisti, era stata ricoverata anche per 15 giorni all'ospedale del "Bambin Gesù" a Roma. La diagnosi fu sospetta artrite reumatoide. Le cure datele non giovavano a niente. La portarono a Livorno da altri specialisti ma anche lì non si risolse nulla. Poi la portarono a Bologna, dove i medici dissero che la malattia avrebbe bloccato ad Elena tutte le articolazioni e che bisognava portarla a curarsi in ospedale a Milano. Insomma, era un vero calvario per tutta la famiglia. Fortuna volle che la mamma di Elena incontrasse una parente che le raccontò della Madonna della Grotta di Marta e le consigliò quindi di andarla a pregare perché faceva tanti miracoli. La mamma di Elena venne tutti i giorni a pregare per sua figlia alla Grotta e dopo qualche tempo, contrariamente ad ogni infausta diagnosi dei medici, Elena guarì perfettamente e i suoi genitori sono diventati fedeli della Grotta.

"Il giorno 10 del mese di giugno del 1952 alcuni devoti di Civitavecchia della Madonna della Grotta vollero fare una grande festa per ringraziare la Madonna per tutte le grazie che avevano ricevuto, cosicché vennero a Marta tanti civitavecchiesi e ci portarono anche la loro banda che suonò allegre marcette, alternandosi a quelle della banda di Marta e tutti insieme, martani e civitavecchiesi, andammo alla Grotta a pregare e ringraziare la Madonna per le grazie ricevute. Fu una grande gioia per tutti".

"Una sera, verso le 22, venne alla grotta il veggente Andrea Sborchia che andò in estasi e la Madonna gli chiese di andare alla tenuta di San Savino a piedi e scalzo. Si trattava di un percorso di circa 10 Km ma lui si incamminò ugualmente. Fu seguito da parecchi giovani e anche da qualche uomo maturo per vedere che cosa sarebbe successo. Quando giunsero sul luogo indicato dalla Madonna trovarono una vecchia chiesa diroccata da centinaia di anni, piena di rovi e spine e fra questi rovi degli scalini che il veggente scese noncurante delle spine. Arrivò ad un punto dove si inginocchiò e poi si rialzò e fece ritorno alla Grotta dove la sua estasi ebbe fine. La gente allora gli si avvicinò per controllare in quale stato fossero i suoi piedi e il resto del suo corpo, ma tutto era a posto, non c'era nemmeno il più piccolo segno che avrebbe dovuto lasciare un tracciato così impervio ad un uomo scalzo".

"Nel mese di maggio 1997 io, Prugnoli Mario, e una signora di Cellere, Caporali Vincenza, stavamo in fondo alla Santa Grotta davanti alla statua della Madonna SS. Si stava parlando della figlia della signora, e mentre parlavamo io ebbi una visione di Padre Pio (su una cartolina) sopra un vaso di fiori. Rimasi con lo sguardo fisso per un certo tempo, quindi mi alzai per prendere la cartolina, ma mentre facevo l'atto di prenderla, mi sparì. Allora questa signora, interpretando il gesto da me fatto, mi chiese cosa avessi visto. Risposi "Padre Pio!" e lei, di rimando: "Anche io!". Il giorno seguente ricevemmo due grazie, una io, una la signora per sua figlia. Ringraziamo fedeli la Vergine Maria SS. che ci ha donato la presenza di Padre Pio".

"Il 15 agosto 1999 mia figlia con "l'allora" ragazzo stavano affogando in mare. Il giorno prima eravamo passati alla Madonna di Marta. Grazie a Lei, tutti e due si sono miracolosamente salvati".

"Sono venuto in questo luogo a fine febbraio, Marina e Gianni ci hanno fatto conoscere la Madonnina della Grotta, qui a Marta. Appena entrato sono rimasto colpito dalla semplicità del luogo, ne ho visti tanti, ma qui ho sentito la pace, la Fede. Ho pregato la Madonnina, ho chiesto di far ritrovare, a mia figlia Roberta, un po' di questa pace. Le ho chiesto di farle ritrovare il sorriso, la serenità, la gioia della famiglia. Tornato a casa, dopo qualche giorno mia figlia era serena, ha sorriso, ci saluta, ci bacia. Ora parliamo. Grazie Madonnina di Marta (Sandro, 22 marzo 2008)".

"Il mio nome è Franca e quello di mio marito Massimo; abbiamo due figlie, Fabiana e Francesca e siamo devoti alla Madonna della Grotta di Marta. In occasione di un nostro incontro con la comunità che la domenica alle 15,00 recita il Rosario, abbiamo conosciuto la mamma e la zia di un ragazzo che stava morendo nell'ospedale di Montefiascone per un tumore al cervello. Pertanto sia Massimo che io abbiamo rivolto le nostre preghiere esclusivamente al bene del ragazzo, almeno con la speranza che la sua malattia non lo facesse soffrire troppo. Ed abbiamo avuto la grazia, per la seconda volta, di vedere la Madonna di Marta, mentre pregavamo ad occhi chiusi. Io l'ho vista nella sua dimensione, in secondo piano, mentre Massimo l'ha vista in primo piano, molto grande. A distanza di due settimane, o tre, il ragazzo è deceduto, ma sappiamo, serenamente. Noi avevamo donato una foto con l'immagine della Madonna che lui aveva tenuto nel comodino, accanto al letto (Franca Milotti - Marta, sabato 3 aprile 2010)".

"La Madonna Santa mi ha fatto la grazia. Dovevo aspettare una risposta ad una analisi (che mi attendevo brutta) e invece la Madonna mi ha graziato. È tutto a posto! Ho pregato tanto insieme a zio Mario, persona speciale e a cui voglio bene, che da subito ha detto che era tutto a posto. Pregate sempre con il cuore, con fede, e avvicinatevi alla Madonna come ho fatto io. Vi cambia la vita. A me ha dato tanta forza, gioia e serenità, che è la cosa più bella. L'unico modo per dirLe grazie è venire a pregarLa tutti i giorni. Pregate per voi e per gli altri. Lei ci sta vicino e ci protegge. Con devozione per sempre (Stefania, Civitavecchia 22 marzo 2010)".

"Io sottoscritta Angeloni Maria, nata a Marta (VT) il 5/5/1928 e residente a Montefiascone (VT), il giorno 9/5/1998 ho avuto un incidente domestico mentre mi trovavo in casa da sola. Battendo la testa ho riportato un trauma cranico dx. Dopo circa due ore trascorse in stato di coma vigile, venivo soccorsa da mio figlio tornato, nel frattempo, a casa. Portata in autoambulanza all'ospedale, cadevo in coma profondo. Sottoposta a TAC ed intubata, venivo trasportata in elicottero, in condizioni disperate, a Terni dove venivo operata alla testa. Sono rimasta in coma sino al giorno 21/5/1998. Dopo 44 giorni venivo dimessa perfettamente ristabilita, cosa questa, a detta anche del chirurgo che mi ha operata, quasi incredibile per il tipo di intervento cui sono stata sottoposta. Su questo io sono molto convinta e credo che ad aiutarmi sia stata la Madonna SS.ma della Grotta di Marta alla quale, da sempre, sono devotissima e che, per questo, ringrazio".

"Ringrazio pubblicamente la Madonna Santissima della Grotta di Marta che mi ha ottenuto una grande grazia. Io, Ilde Sassara e mia nipotina Daniela Crippa, percorrevamo l'autostrada Torino-Savona quando, al 50° km da Savona, mi scoppiò la ruota posteriore destra della mia macchina; precipitammo in un burrone, la macchina distrutta, noi illese. In quel momento pregavamo la Vergine Santissima della Grotta di Marta. Siamo state salvate da morte certa".

"Una notte, alle 00:15, mi sveglio dal sonno e trovo tutta la camera illuminata e vedo una grande luce sopra di me e mia moglie e la figura dell'Immacolata Concezione: era coperta da manto e veste bianca, una fascia azzurra intorno alla vita, il Rosario in mano e la corona di dodici stelle. I suoi piedi si trovavano tra la testa mia e quella di mia moglie, questa grande luce che splendeva dal suo volto era così immensa e dalla grande bellezza che non ci sono parole per descriverla. La visione è durata 15 minuti senza che mia moglie se ne accorgesse, perché dormiva (Prugnoli Mario - Marta, 1988)".

"La notte del 1 luglio alle ore 1 e 10 ero a letto. Mi desto dal nonno e mi appare la S. Grotta. Mi trovai in ginocchio e dicevo il S. Rosario con alcune donne. Avevo finito il primo mistero doloroso e mentre iniziavo il secondo intesi come un fruscio di gente che scendeva le scale della S. Grotta. Mi sono levato dallo stare in ginocchio e mentre ero voltato ho veduto un sacerdote vestito con dei paramenti, pronto per dire la S. Messa e dietro c'era una folla. Egli era tutto splendente mentre la folla dietro camminava al buio. Attesi che mi arrivasse vicino e quando mi raggiunse gli dissi: "Che deve dire la S. Messa?", mi disse di sì ed io allora aggiunsi "Ma guardi che da Sua Eccellenza non c'è ordine", allora lui mi rispose "Non importa, IO sono Gesù". Finì così questa visione e nel mentre intesi il suono delle campane che suonavano a festa. Fu un caso, però le campane suonavano davvero (Prugnoli Mario, 1994)".

"Caro Mario, eccomi qua, come promesso, a scrivere la relazione. Nel giugno 1998 all'improvviso ebbi uno shock anafilattico. Mi ero rivolto ad un allergologo, stetti meglio ma avevo sempre questo forte fastidio. Un giorno decisi di andare alla Santa Grotta e nella preghiera ho chiesto aiuto alla Madonna. Dopo circa 2 mesi, effettuando una visita di controllo, ebbi la risposta che ero completamente guarito. Grazie. (Francesco Canino)"

"La testimonianza presente, preceduta dal nostro ringraziamento a Dio con alcune messe, serve come dichiarazione a prova di una grazia ricevuta. Verremo di persona a far visita alla grotta, dove la Madonna appare al signor Mario come Madonna di Marta per ringraziarLa di aver dato alla nostra famiglia un bene prezioso: il lavoro per Andreas. Vogliamo anche ringarziarLa, però, del Suo Strumento, zio Mario, che per noi è ora un amico di famiglia, un confidente, un punto di riferimento nella vita e nella fede (Andreas e Patrizia Argyrou - Grosseto, lì 20 febbraio 2012)."

"C'era una signorina che veniva da Bergamo a pregare la Madonna della Grotta, essendone tanto devota. Si chiamava Elsa Bertuetti. Venne chiamata dal vescovo Boccadoro che la invitò a non andare più a pregare nella Grotta e addirittura a partire da Marta dove da tempo si era stabilita definitivamente. La Bertuetti era disperata poiché non sapeva dove andare e anche perché le piaceva stare a Marta. Ebbe l'ispirazione di andare a trovare Padre Pio e gli raccontò il suo problema. Lui la consolò proprio come un padre, dicendole anche: "Figlia mia, i ministri della Chiesa fanno il loro dovere, e tu sei stata brava a ubbidire. Ora stai qui con me che ti troverò un lavoro e starai tranquilla".

"Ritornando dal raduno del rinnovamento Carismatico, tenuto da P. Dario Betancort, una signora mi parlò della Grotta delle apparizioni di Marta, le dissi che sarei andato. Il giorno 15 giugno 1994, sul far del giorno, ebbi come una visione: vidi l'ingresso della Grotta, il signor Mario al lato della colonna d'ingresso che era inchinato. Premetto che sia la Grotta che questo signore erano a me sconosciuti. Sapendo che tutti i giorni alle ore 15 recitano il S. Rosario, decisi di andare. Arrivato a Marta dopo aver fatto due giri ed essere passato davanti alla Grotta, chiesi indicazione ad una signora, ma non seppe dirmi nulla di dove si trovasse. Al terzo giro quando giunsi davanti alla Grotta mi si fermò di colpo l'auto, mi voltai e riconobbi senza esitazioni l'ingresso della Grotta; era esattamente come l'avevo vista in quella visione. Entrai e vidi il signor Mario che recitava il S. Rosario, ed era esattamente come l'avevo visto in visione, andai ad inginocchiarmi e mi sentii subito calmo, tranquillo come mai ero stato prima (Laurenti Antonio)".

Naturalmente i fatti miracolosi della Madonna della Grotta non sono tutti qui. Quelli scritti da Mario nel suo libro, e da noi riportati, sono quelli per i quali Mario è stato autorizzato a renderli noti e le persone che ha nominato sono tutte pronte a sottoscrivere la veridicità dei fatti. Poi ci sono stati tanti miracoli fatti a persone che forse, per riservatezza, non vogliono renderli noti.

"Io, Mario Prugnoli, vivo per Maria SS.ma. Dal 1948 sono stato chiamato a pregare e sono sempre stato accorto e puntuale. Mi sono trovato ad avere forza, coraggio, bontà, carità verso amici e nemici e una fede infinita. E tutto questo è stato per bontà della Madonna. Ho imparato tante preghiere e a pregare per tutti, anche per i nemici, sempre con tanta umiltà. Sono stati quarantacinque anni di sacrifici ma anche di grandi gioie. Tante persone dicono che nella grotta non si può andare perché c'è umidità. Può darsi, ma si vede che la Madonna asciuga anche l'umidità perché io da tutto questo tempo che ci vado, avrei dovuto essere su una sedia a rotelle. Perciò invito tutti a recitare il Santo Rosario nella Grotta alle ore 15 di tutti i giorni e tutti ne trarrete gioia. Fratelli, nel corso di quarantacinque anni di preghiere ho avuto tante tentazioni, ho lottato contro il demonio in tanti modi ma l'arma più efficace è stata sempre la Corona del Rosario, con quella l'ho sempre sconfitto. Fratelli, chi viene nella Santa Grotta con fede riceve ogni grazia."

La Grotta, un tempo prima delle apparizioni una semplice cantina, è molto suggestiva e la pietà popolare l'ha ornata con numerosi ex voto che testimoniano le più importanti grazie ricevute, mentre molti visitatori preferiscono lasciare qui la loro foto o quella dei propri cari per chiedere aiuto e protezione. Negli ultimi anni è stata inoltre oggetto di frequenti riprese televisive.

La Grotta è sempre aperta, tutti i giorni sia di giorno che di notte, con libero accesso per tutti.
Ogni giorno, alle ore 15, si tiene il Santo Rosario.

Tuttavia la Grotta, almeno per il momento, non è considerata ufficialmente dalla Chiesa come luogo di culto per il fatto che non ha mai riconosciuto queste apparizioni mariane, nonostante i tanti miracoli avvenuti, le varie apparizioni della Madonna e le molteplici testimonianze delle tante persone che ogni giorno si recano in questo luogo a pregare.
La Grotta è posizionata all'incrocio tra via Verentana e via Capodimonte, sottostante alla duecentesca Torre dell'orologio.
Un ringraziamento particolare va a Michele Sassara, attuale custode della Santa Grotta che per anni si è preso cura del signor Mario, spentosi il 31 ottobre 2016 all'età di 101 anni.



Tratto da "Apparizioni di Marta" di Mario Prugnoli

Foto e rielaborazione testi a cura di Luca Viviani



"Fratelli, chi viene nella Santa Grotta con fede, riceve ogni grazia"

(Mario Prugnoli)



Qua sotto nella foto Mario Prugnoli (soprannominato dai martani "Zì Mario"), umile persona martana centenaria che nella sua vita ha avuto tante visioni di questa Madonna e che ogni giorno, con la fatica e gli acciacchi dell'età avanzata, non smette mai di venerarla.
Partecipa inoltre alla Festa della Madonna del Monte in modo decisamente attivo, dal lungolago al santuario a piedi (tradizionale tragitto) e naturalmente non vuole mancare al percorso di ritorno!



Mario Prugnoli seduto all'interno della Grotta delle apparizioni



Mario Prugnoli intervistato dalla Rai in un servizio riguardo la Grotta delle apparizioni



Mario Prugnoli ha scritto anche un piccolo libro (vedi foto sottostanti) dove spiega tutto sulla Madonna della Grotta, dalle prime apparizioni ai miracoli e alle Grazie ricevute dalle tante persone, il tutto visto e raccontato con i suoi occhi.
I racconti e i miracoli descritti in questa pagina sono stati estrapolati proprio da questo libro.
Il libro naturalmente non è in vendita ed è facilmente reperibile all'interno della Grotta.

Libro sulla Grotta delle apparizioni di Marta scritto da Mario Prugnoli

Ingresso alla Santa Grotta

Grotta delle apparizioni di Marta, la Madonna della Grotta

Grotta delle apparizioni di Marta, la Madonna della Grotta

Grotta delle apparizioni di Marta, la Madonna della Grotta

Grotta delle apparizioni di Marta, la Madonna della Grotta

Grotta delle apparizioni di Marta, la Madonna della Grotta

Grotta delle apparizioni di Marta, la Madonna della Grotta

Grotta delle apparizioni di Marta, la Madonna della Grotta

Grotta delle apparizioni di Marta, la Madonna della Grotta

Grotta delle apparizioni di Marta, la Madonna della Grotta

Grotta delle apparizioni di Marta, la Madonna della Grotta

Grotta delle apparizioni di Marta, la Madonna della Grotta

Grotta delle apparizioni di Marta, la Madonna della Grotta

Grotta delle apparizioni di Marta, la Madonna della Grotta

Grotta delle apparizioni di Marta, la Madonna della Grotta

Grotta delle apparizioni di Marta, la Madonna della Grotta

Grotta delle apparizioni di Marta, la Madonna della Grotta

Grotta delle apparizioni di Marta, la Madonna della Grotta

Grotta delle apparizioni di Marta, la Madonna della Grotta

Grotta delle apparizioni di Marta, la Madonna della Grotta

Grotta delle apparizioni di Marta, la Madonna della Grotta

Grotta delle apparizioni di Marta, la Madonna della Grotta



Folla e veggenti alla Grotta (giugno 1948)



Veggente in estasi nella Grotta delle apparizioni di Marta



Il 22 maggio 1948 una folla immensa assistette al fenomeno del sole che roteava e cambiava colore, così come si era visto a Fatima e alle Tre Fontane. I giornali parlarono di 40.000 presenti al fatto prodigioso.





La statua della Madonna della Grotta



Dove si trova la Grotta delle apparizioni o Madonna della Grotta di Marta



Alcuni video



Mario Prugnoli e la Grotta delle apparizioni protagonisti a "La strada dei Miracoli" su Rete 4 (VIDEO 8 marzo 2016)