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Il clima del lago di Bolsena


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Il clima del lago di Bolsena


Il lago di Bolsena, con 115 km² di superficie (è il lago di origine vulcanica più grande d'Europa) e una profondità massima di 154 metri, è in grado di influenzare decisamente i paesi posti sulle sue rive e in genere tutta l'area circostante generando un microclima del tutto particolare in base al tipo di ventilazione presente.
Uno dei tanti esempi è quando vi sono irruzioni fredde da nord in inverno durante la notte: il vento passando sopra alle miti acque del lago (che di notte emana calore) mitiga in modo netto la sponda meridionale dove sono presenti i paesi di Marta e Capodimonte, creando così uno scarto termico significativo tra sponda nord (dove è situata Bolsena) e sud.
Ancora maggiore è la differenza di temperatura quando Bolsena risulta più riparata dal vento di tramontana, in particolare nei giorni in cui è di debole intensità, grazie alla presenza dei monti Volsini appena a nord che la proteggono almeno in parte dai venti settentrionali, dove si creano le condizioni favorevoli alla formazione dell'inversione termica di notte mentre in queste situazioni climatiche Marta, oltre a "prendersi" da nord il calore proveniente dal lago con la tramontana (ricordiamo infatti che il paese di Marta non ha alcun ostacolo naturale a nord e risulta quindi completamente esposta ai venti settentrionali provenienti dal lago), fatica maggiormente rispetto a Bolsena a scendere di temperatura in quanto il vento solitamente rallenta il calo, ancor più se non si tratta di irruzioni fredde (notare lo scarto termico nella prima immagine in basso).
A contrario di giorno, sempre nella stagione invernale e con vento da nord (specie se di intensità moderata/forte), l'azione mitigatrice del lago è decisamente minore e il clima si mantiene anche piuttosto freddo.
Inoltre nelle mattinate estive di bel tempo si attiva spesso la "Vattuta", un debole locale vento da nord che rende il clima più fresco sulla sponda meridionale del lago dove sorge Marta (approfondisci il clima di Marta).

Tutto ciò è stato reso possibile grazie ai dati rilevati dalle centraline meteo installate intorno al lago (tra cui la nostra di Marta) in grado di registrare quotidianamente una grande mole di dati come temperatura, vento e pioggia, facendoci così comprendere maggiormente la reale influenza del lago di Bolsena che svolge sul clima dell'intera area.
Vediamo ora un esempio di come il lago riesca fortemente a mitigare di notte alcune zone grazie proprio ai dati forniti dalle stazioni meteo dislocate sul territorio (rete di monitoraggio meteo by MeteoTuscia).

Articolo scritto da Luca Viviani


Di notte quindi la sponda meridionale (zona di Marta e Capodimonte) è decisamente più mite rispetto a quella nord (zona Bolsena) posta alla stessa altitudine ma al contrario della sponda nord (dove alle spalle sono presenti i monti Volsini che in parte riescono ad ostacolare il vento) in questa zona (sponda sud) spesso il maestrale, la tramontana e il grecale soffiano anche con più intensità anche per il fatto che il vento non trova ostacoli sul lago (arrivando a sfiorare in certi casi gli 80-100 Km/h!) e quindi pur mitigando il clima della zona e rallentando (o arrestando del tutto) il calo termico, la sensazione di freddo dovuta alla maggiore ventilazione è però maggiore.
Più volte la sponda sud in queste condizioni risulta essere più mite del capoluogo Viterbo (posto quasi alla stessa altitudine), della vicina città di Tuscania (più bassa del livello del lago di circa 150 m s.l.m.) e dei paesi posti sul vicino mar Tirreno come Tarquinia e Montalto di Castro perché in quest'ultime due cittadine il vento da nord proviene dalla terraferma e quindi risulta più freddo.

In basso un'immagine che riguarda i grafici elaborati con i dati della stazione meteo di Marta con particolare riferimento alla notte del 5 luglio 2013: si nota come appena il vento si disponga da nord (quindi proveniente dal lago) con raffiche fino a 25 Km/h, la temperatura aumenti di qualche grado nel giro di pochi minuti, questo perché la tramontana passando sulle acque del lago (che di notte emanano calore) mitiga Marta e in genere la sponda meridionale del lago di Bolsena.
Notare invece come alle ore 21 il vento da sud-ovest (non proveniente dal lago) aveva inizialmente fatto calare la temperatura.
Dobbiamo quindi differenziare tra wind chill (sensazione di freddo in base alla velocità del vento) e temperatura.

Infatti come abbiamo già letto, il vento da nord fa sì aumentare la sensazione di freddo sulla riva meridionale (sembra quindi faccia realmente più freddo), ma nella realtà non è così, anzi, di notte la temperatura solitamente è anche più alta rispetto a dove il vento da nord soffia meno come nella sponda settentrionale (che rimane quindi più riparata e sottovento), anche perché in quest'ultima zona in certe situazioni potrebbe manifestarsi il fenomeno dell'inversione termica.
Analoga situazione accade con venti meridionali ma al contrario, dove in questo caso la zona di Bolsena risulta meno fredda pur avendo maggiore ventilazione.
Tuttavia in questa situazione meteo la differenza tra temperatura percepita dal vento (wind chill) e temperatura reale è minore perché il vento meridionale è solitamente mite.





Nell'immagine sottostante, relativa alla serata del 25 febbraio 2013 durante un'irruzione fredda con annessa debole nevicata, si può notare come Marta e Capodimonte siano in questo caso più freddi di Bolsena per il vento che soffiando dai quadranti meridionali (e non settentrionali come avviene solitamente durante un'ondata di freddo) e attraversando il lago, porta poi tutto il suo calore verso Bolsena, rendendola così più mite.
Questa configurazione meteo risulta piuttosto rara.



Anche il modello meteo sottostante riferito al 9 gennaio 2012 in presenza di venti nord-orientali di notte, nota questo microclima e infatti colora di verde chiaro le acque del lago stando a significare maggior calore (come accade tra l'altro anche nei laghi Bracciano e Trasimeno) e colora di verde tutta la zona di Marta.
L'influenza del lago in questa condizione si spinge ben oltre, arrivando a mitigare (seppur in maniera attenuata) la zona di Tuscania e addirittura Canino!



Qua sotto invece un modello meteo riferito alla notte tra il 25 e il 26 novembre 2013 che mostra chiaramente le isoterme più calde proprio sopra alle acque del lago di Bolsena con Marta (evidenziata nell'immagine con una X rossa) che viene decisamente influenzata dall'effetto mitigatrice del lago con venti da nord.
In questi casi di notte con vento da nord la temperatura sulle sponde meridionali del lago è praticamente identica a quella della riva del mare (es. Tarquinia Lido) o addirittura più calda, anche per il fatto che Tarquinia Lido non ha a nord il mare o un lago in grado di mitigarla come invece accade per Marta.



Il microclima offerto dal lago non si limita solo alla notte, e così di giorno può accadere anche l'opposto: in questo caso il debole vento da nord passando sulle acque del lago rende addirittura più fresca la temperatura perché nel frattempo durante la notte le acque hanno perso parte del loro calore e anche per il fatto che di giorno le acque del lago non emanano calore o comunque lo emanano in maniera decisamente inferiore.
Nell'immagine sottostante si nota nel paese di Capodimonte (a soli 2 Km da Marta) una ventilazione da est-sud-est e una temperatura di quasi 3 °C maggiore di Marta poiché in quest'ultima è invece ancora presente una ventilazione da nord, quindi proveniente dal lago che in questo caso mantiene più fresco il clima di Marta.

Potrebbe trattarsi del fenomeno locale della Vattuta, una brezza di lago che provoca un vento debole settentrionale locale che mantiene fresche le rive meridionali del lago di Bolsena, tra cui Marta, ma questo solitamente accade durante le belle mattinate estive (vedi 3° immagine in basso).
Inoltre d'inverno spesso di notte in assenza di vento e cielo sereno è osservabile del "fumo", una densa foschia che ci crea sul lago per il contrasto tra l'aria più fredda che scorre lungo la superficie del lago e la temperatura più mite dell'acqua. Il fenomeno viene definito col termine di "nebbia da umidificazione".
Quando ciò avviene il lago sembra trasformarsi in un mare perché non si vedono più le luci degli altri paesi dell'altra sponda come Bolsena e l'atmosfera diventa cupa e buia fino almeno al primo mattino, quando poi questa nebbia si dirada rapidamente ai primi raggi del sole e il lago acquista nuovamente tutta la sua bellezza.


Qua sotto invece un esempio in cui d'estate la sponda nord risulta più calda con ventilazione settentrionale mentre la sponda meridionale più fresca per i venti che passano sopra il lago.
In tal caso anche l'umidità naturalmente risulta più elevata sulla sponda sud.
Non è stato ancora appurato ma con una ventilazione da nord, in particolari condizioni, sembra che Bolsena risenta di un leggero favonio (foehn), ossia un vento caldo di caduta dai monti Volsini che le stanno alle spalle che arrivano a toccare i 700 m s.l.m., facendo diminuire tra l'altro anche il tasso d'umidità.


Nei pomeriggi estivi capita spesso che la ventilazione risulti moderata o forte di libeccio o scirocco e dunque proveniente da sud (la cosiddetta brezza di mare).
In tal caso il clima rinfresca un po' ovunque ma soprattutto sulla sponda settentrionale dove è sita Bolsena proprio per lo stesso motivo: il vento passando sul lago rinfresca maggiormente e rende un po' più umide le zone che si trovano nella sua direzione.


Inoltre il lago è in grado di intensificare temporali che passano sulla sua superficie e determinare o meno nevicate sulle sue rive a seconda del tipo di ventilazione presente. In alcune circostanze può anche inibire precipitazioni (specialmente nevose) durante una perturbazione rendendo il cielo un po' meno nuvoloso a differenza dei vicini monti Volsini (che circondano il lago sfiorando i 700 m s.l.m.) dove si addossano invece maggiormente le nubi creando anche un certo effetto "Stau" sugli stessi e quindi maggiori piogge o nevicate "frenando" le nubi.
Può, infine, causare di notte nebbia sui versanti delle colline esposti alle umide correnti in risalita dal lago.
Per queste ragioni il lago di Bolsena è in grado di influenzare nettamente i paesi posti sulle sue rive grazie al suo particolare clima.
Le piogge nel bacino del lago di Bolsena vanno dai 600/700 mm del lungolago di Montefiascone ai 1100/1200 mm dell'area di Gradoli e dei monti dietro Bolsena (che sfiorano i 700 m s.l.m.).
E' evidente come l'orografia del territorio sia determinante per avere maggiori precipitazioni (leggi le analisi delle precipitazioni medie nel lago di Bolsena).


Non rare sono le cosiddette lagheggiate gelate, ossia quando il forte vento di grecale (perlopiù Burian, il vento gelido proveniente dalla Siberia) fa sbattere le onde del lago sui muraglioni creando spettacolari stalattiti sugli stessi, sugli alberi e sulle fontane nonché sul lungolago grazie al clima molto freddo presente.
Sono quasi esclusivamente presenti sulla sponda meridionale del lago nei comuni di Marta e Capodimonte ma anche sulla porzione di lago di Montefiascone, e sono spesso meta di turisti e visitatori.
Va ricordato naturalmente che il lago di Bolsena non gela mai nemmeno in minima parte, soprattutto per il fatto che in queste condizioni le acque sono quasi sempre molto agitate per il forte vento che spira da nord (non permettendo così di fondere il ghiaccio) ma anche per la temperatura del lago che si mantiene ben al di sopra degli 0 °C e per le correnti interne lacustri che ben caratterizzano il lago vulcanico.


Il lago di Bolsena è un lago piuttosto ventoso, paradiso per il windsurf, tanto da essere definito con l'appellativo di "lago del vento".
Entrando più nel dettaglio possiamo dire che a seconda del tipo di ventilazione presente il lago di Bolsena, data la sua grandezza, lo si può suddividere in più zone con maggiore o minore ventilazione.
Un esempio è quando soffia il vento di libeccio (da sud-ovest) che provoca onde decisamente più alte nella parte settentrionale del lago (zona di Bolsena) e quindi un lago molto mosso o agitato (vedi immagine sottostante) mentre acque quasi calme o poco mosse nella parte meridionale (zona di Marta e Capodimonte).



Al contrario, con il vento settentrionale di tramontana, accade che la parte meridionale del lago risulta molto mossa o agitata mentre la parte a nord (zona di Bolsena) quasi calma o poco mossa anche per la protezione in parte offerta dai monti Volsini (che sfiorano i 700 m s.l.m.) che le stanno appena dietro alle spalle e quindi rimane più coperta e riparata dal vento da nord. Tuttavia in alcune particolari condizioni Bolsena risulta essere più ventosa grazie al vento di caduta dai monti Volsini.
Il vento di tramontana in certe condizioni meteo, in particolare durante la stagione invernale, può raggiungere e superare sulla sponda meridionale del lago di Bolsena anche i 100 Km/h (vedi immagine in basso).
In aggiunta, un livello del lago alto e il forte vento di tramontana possono creare dei grossi problemi alle spiagge e alle attività turistiche presenti sul lungolago (vedi QUI). Un'analoga situazione può accadere anche a Bolsena nella parte nord del lago ma con vento di libeccio.



In basso il grafico elaborato dalla stazione meteo di Marta del giorno 11 novembre 2013: si notano le raffiche di tramontana che superano gli 80 Km/h!



Nell'immagine sottostante notiamo un'immagine del modello meteo MTG riferito alla giornata di lunedì 11 novembre 2013 dove prevede l'influenza del lago di Bolsena che avrà sul vento di tramontana prevedendo raffiche fino a 80 Km/h (vedi freccia rossa).

Il lago di Bolsena dà certamente un senso di pace e tranquillità ma dobbiamo fare molta attenzione a non sottovalutare la pericolosità del lago durante fasi di intenso maltempo o vento forte: molte persone sono infatti decedute per annegamento o malori in seguito alle onde del lago, alte in certe situazioni meteo fino a 2 metri, provocate da improvvise raffiche di tramontana (ma anche di libeccio) tali spesso da cogliere impreparati quando si naviga in barca o, ancor peggio, in canoa e se si nuota a largo dalla costa.
In genere questa ventilazione improvvisa rischia di farci portare a largo in brevissimo tempo per cui prestare sempre la massima attenzione.
Inoltre, visto che il lago è "chiuso", nelle profondità sono presenti delle pericolose correnti lacustri, pertanto vi invitiamo a dare prima uno sguardo alle previsioni meteo ma anche di sapere le condizioni del tempo attuali e leggere le norme di sicurezza del lago, in particolare se si vuole andare in canoa o nuotare più a largo.
Rare ma possibili da osservare durante giornate di forte maltempo sono delle piccole trombe d'aria.

Un altro fenomeno piuttosto curioso quanto interessante è quello delle sesse, ossia particolari cambiamenti di livello del lago dovuti a un improvviso calo della pressione atmosferica.
Una sessa nel 2000 ha raggiunto nel lago un dislivello di circa 50 cm.
(CONTINUA A LEGGERE SOTTO)

di Luca Viviani

Parte meridionale del lago di Bolsena agitata durante una giornata di forte tramontana (nella foto sottostante il paese di Marta)



Lago di Bolsena mosso dalla tramontana ripreso da Marta (VT) con Capodimonte e l'isola Bisentina



Lago di Bolsena increspato con Capodimonte (VT) in primo piano e il monte Amiata innevato sullo sfondo



Windsurf sul lago di Bolsena



La neve sulle rive del lago di Bolsena è piuttosto rara, sia per la non elevata quota altimetrica (304 m s.l.m.) sia soprattutto per il clima mite, e avviene quasi esclusivamente con venti da nord-est.
In particolar modo sulla sponda meridionale del lago dove sono situati i centri di Marta e Capodimonte la neve è ancora più rara: solitamente infatti le nevicate avvengono con venti freddi da nord e questi passando sulla superficie del lago (che emana calore in particolare di notte) tendono in una sorta di riscaldamento e quindi rendono il clima ancora più mite su questa sponda.

Tuttavia anche Bolsena, posta quasi alla stessa quota nella riva settentrionale dell'omonimo lago, risulta pressoché identica climaticamente parlando e quindi anch'essa poco nevosa pur avendo comunque qualche possibilità nevosa in più rispetto agli altri due centri lacustri vista la presenza dei monti più alti dei Volsini alle proprie spalle e che potrebbero dunque mantenere Bolsena leggermente più fredda e produrre anche un debole effetto Stau, niente a che vedere comunque con gli altri paesi posti in collina sui monti Volsini dove la possibilità di neve è sicuramente maggiore.
Come abbiamo accennato poc'anzi, la neve sulle rive del lago è abbastanza rara ma non impossibile. Infatti solitamente almeno una nevicata "coreografica" all'anno (senza conseguente accumulo) capita più volte nel corso degli anni mentre una classica nevicata con accumulo è più difficile ma anche qui non impossibile.
Le principali nevicate con accumulo sulle rive del lago degli ultimi anni sono quelle del febbraio 1991, dicembre 1996, gennaio 2005 e la più recente del febbraio 2012.


I vicini monti Volsini che circondano il lago e i centri abitati che vi sono situati (Valentano, San Lorenzo Nuovo, Montefiascone, Grotte di Castro, Gradoli, Latera, Onano, Sorano, Allerona, Castel Giorgio e Castel Viscardo) vedono invece la neve certamente in più occasioni soprattutto per la maggiore elevazione altimetrica oltre al fatto che sono più distanti dal lago (tra i 3 e i 5 Km in linea d'aria) e quindi risentendo marginalmente l'effetto mitigatrice del più grande bacino lacustre vulcanico d'Europa.
Questi paesi sono infatti ubicati ad un'altitudine di circa 500 metri (quindi 200 metri più alti del livello del lago) con la cittadina di Montefiascone sulla sponda sud-orientale del lago che addirittura supera i 600 metri nel punto più alto (Rocca dei Papi).

Il monte più alto è comunque il Poggio del Torrone tra i comuni di Bolsena (VT) e Castel Giorgio (TR, Umbria) che raggiunge una quota di 690 m s.l.m.
Dato che il gradiente termico verticale è in media di 0.6 °C ogni 100 metri di quota, è facile intuire che bastano solo 1 o 2 °C per vedere la neve sul lago, una differenza minima ma che risulta determinante nelle possibilità nevose.
Spesso infatti capita di vedere pioggia (o al massimo mista a neve) a Marta, Capodimonte o Bolsena e neve a Montefiascone o Valentano, solo 200 metri più in alto! Inoltre è anche successo di vedere neve (o mista a neve) anche salendo di soli 50 metri dal livello del lago o allontanandosi da esso di qualche centinaio di metri!

In particolari condizioni invece la differenza tra le colline circostanti e le rive del lago è ben maggiore, anche di 4 °C (in genere 2 °C per la differenza di altitudine + altri 2 °C per l'influenza mitigatrice del lago sulle rive).
In basso un'immagine dei primi giorni di marzo 2010 che mostra la neve presente sulle alture settentrionali del lago di Bolsena (quota stimata circa 500 m s.l.m.) mentre nel resto della zona, in particolare sulle sponde, un'assenza totale di neve.
Le condizioni ideali per vedere la neve sul lago è quando si instaura il classico "scorrimento umido" (in gergo meteorologico detto anche "nevicata da sovrascorrimento"), cioè quando l'aria più mite e umida proveniente dal mar Tirreno scorre da ovest al di sopra dello strato più freddo presente in prossimità del suolo con venti da nord-est. L'aria mite e umida proveniente dal Tirreno porta quindi le nubi e le precipitazioni mentre al suolo l'aria fredda da nord-est mantiene basse le temperature, traducendosi nelle nostre zone, ma in genere un po' su tutto il settore tirrenico centrale, in una sola cosa: la neve!
Vale la pena ricordare il 27 gennaio 2005 (giovedì) quando una "nevicata da sovrascorrimento" produsse circa 25 cm di neve fresca a Marta, anticipata però da violenti rovesci di grandine e graupeln. Inoltre durante la nevicata si verificò anche un raro temporale nevoso.

Questo dimostra quanto poco ci vuole per vedere o meno la neve sul lago.
Un ruolo essenziale per le nevicate sui monti Volsini (in particolare quelli settentrionali) lo svolge anche il vicino monte Amiata che con i suoi 1738 m s.l.m. riesce non di rado a provocare maggiori precipitazioni e quindi anche maggiori nevicate con lo "stau" che produce in particolari condizioni meteo.
Anche se raramente, i Volsini possono a volte risultare leggermente imbiancati dalle "nevicate da sfondamento" che sono provocate dalle poche nubi che riescono a valicare verso ovest la barriera appenninica durante forti irruzioni fredde da nord-est. Gli accumuli tuttavia in queste situazioni sono irrisori o nulli.

Sembra inoltre che i monti Volsini riescano a contenere maggiore umidità in determinate zone a seconda del tipo di ventilazione presente e quindi favorire maggiori piogge o nevicate in una determinata area dato che l'umidità è il cosiddetto "carburante" per i temporali e le nubi. Ma non dimentichiamoci del lago stesso! Infatti in primis è proprio grazie allo specchio lacustre che si manifestano alcune volte dei temporali anche intensi sul lago di Bolsena (in particolare nella zona di Gradoli) grazie alla maggiore umidità presente, creando così uno strano ma curioso fenomeno microclimatico chiamato "lake effect storm", naturalmente però di debole effetto e non certo paragonabile ai grandi laghi del Michigan (USA), fenomeno nei quali invece è molto accentuato per la loro grandezza (in inverno in questi posti si ha anche il "lake effect snow" con l'aria che passando sopra a questi grandi laghi si condensa per la maggiore umidità presente creando nubi e, viste le basse temperature, neve).
In Italia comunque abbiamo laghi in grado di generare in modo anche abbastanza significativo tale fenomeno, come i principali laghi del nord Italia quali il Lago Maggiore, il Lago di Como e il Lago di Garda.

Alcuni affermano che i Volsini riescano a riparare almeno in parte i versanti sottovento posti a nord o nord-est dalle ondate di caldo estive provenienti da sud.
Il lago di Bolsena e le sue colline offrono quindi un microclima molto particolare e variegato ma allo stesso tempo anche imprevedibile e dinamico, un clima certamente interessante e ancora molto da scoprire.

In basso le zone del lago di Bolsena con maggiori e minori possibilità di vedere neve (carta indicativa).


Il Borgo dei Pescatori di Marta completamente imbiancato (17 dicembre 2010)




La Torre dell'Orologio di Marta sotto una fitta nevicata del 9 marzo 2010



Neve sui monti Volsini e sponda nord del lago di Bolsena vista da Marta (9 marzo 2010)

In questo caso è ben visibile dalle foto sottostanti come la neve nella sponda nord (zona Bolsena) si sia accumulata praticamente fin sulle rive del lago (oltre chiaramente sulle colline) mentre a Marta (sponda sud) ciò non è accaduto. La causa probabilmente è da ricercarsi nel fattore vento che, come spesso accade quando nevica compreso questo episodio, risulta proveniente da nord e questo non fa altro che mitigare notevolmente la sponda meridionale mantenendo la temperatura costantemente sopra gli 0 °C. In questo giorno a Marta nevicò per circa un'ora e mezza senza però accumulare al suolo.
Da notare anche la differenza, ben maggiore, tra la prima foto in basso (collina) con le altre sottostanti (spiaggia): la prima riguarda appunto la neve del 9 marzo 2010 caduta (circa 30 cm) sui monti Volsini che circondano il lago di Bolsena ad una quota di 520 m s.l.m. nel comune di San Lorenzo Nuovo mentre tutte le altre riguardano la spiaggia di Marta per nulla imbiancata dalla neve.
La differenza altimetrica ha provocato questo e il microclima del lago ha fatto il resto.



Neve giovedì 11 marzo 2010


Neve 10 febbraio 2012

La neve sul lago di Bolsena

Temporale sul lago di Bolsena (maggio 2014)



Tromba d'aria a Marta sul lago di Bolsena (27 novembre 2014)

di Luca Viviani


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