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L'isola Martana nel lago di Bolsena: storia e info


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L'isola Martana, che prende il proprio nome dal vicino paese di Marta situato di fronte, si presenta più piccola e con un aspetto più aspro e selvaggio rispetto alla "sorella" Bisentina ma non per questo risulta meno interessante, anzi!
L'isola, molto suggestiva dal punto di vista paesaggistico, è situata nella parte meridionale del lago di Bolsena all'interno del territorio comunale di Marta ad appena 2 Km dall'abitato (nei pressi della località Kornos dista solo 1,4 Km dalla riva).

L'isola Martana è quel che resta dell'esplosione di un conetto eruttivo subacqueo che si formò circa 132.000 anni fa quando già esisteva il lago, ed ha una forma a mezzaluna con un'estensione di circa 10 ettari e offre panorami mozzafiato del lago di Bolsena.
La concavità settentrionale e la parte alta dell'isola si presentano brulle e sassose con ripide pareti che si innalzano per 70 metri sul livello delle acque, costituite da prodotti vulcanici stratificati, dominate sulla sommità da una torre di pietra ormai diroccata, mentre il lato opposto meridionale, che guarda verso il paese di Marta, scende fino a formare una piccola pianura circondata dal lago, ricca di piante e vegetazione, dove affiora una sorgente di acqua minerale ferruginosa.
In questa zona le acque toccano una profondità di 150 metri.
Salendo verso la sommità del giardino, posto nel piano che guarda l'abitato di Marta, si giunge ad uno spiazzo sul quale si apre una caverna. Da questa si diparte una galleria in discesa, dapprima ampia poi più angusta, che dopo due giravolte sbuca sul lato opposto dell'isola e scende, fra due alte pareti di roccia, fino a lambire le acque del lago. Il fondo della galleria è modellato a gradini tagliati nella viva pietra.

Questo fazzoletto di terra e scogli è ricco di storia millenaria e di memorie illustri.
Lo storico Pennazzi sostiene che verso il 303 d.C., sotto Diocleziano, nell'isola avrebbe subìto il martirio Cristina, la figlia di Urbano prefetto di Volsinii (l'odierna Bolsena), dopo essere stata qui relegata e tenuta prigioniera in una torre per ordine del padre. Il corpo della fanciulla, sepolto dapprima nelle catacombe di Bolsena, venne trasportato di nuovo sull'isola nel 410 d.C. durante le incursioni dei Visigoti e poi dei Longobardi per sottrarlo alla profanazione.
Nel 1084 (ma secondo altre fonti nel 1078), durante il pontificato di Gregorio VII, la contessa Matilde di Canossa sbarcò sull'isola per prendere i resti mortali di S. Cristina e trasferirli a Bolsena dove fece costruire una chiesa in suo onore. Fu lo stesso papa Gregorio VII, giunto appositamente alla Martana, ad effettuare la ricognizione delle reliquie.
Nel 535 d.C. l'isola fu teatro del barbaro assassinio di Amalasunta, regina dei Goti e figlia di Teodorico, qui tenuta prigioniera e poi fatta uccidere dal cugino-marito Teodato, secondo quanto riferisce Procopio di Cesarea nel De Bello Gothico.
La sua fine fornirà il pretesto a Giustiniano per scatenare la guerra gotica e muovere alla riconquista dell'Italia.
Dopo la distruzione di Montecassino (587), i Benedettini si rifugiarono a Roma e alcuni si spinsero fino al lago e abitarono l'isola. Nel 741 l'isola ospita alcune ossa di S. Maria Maddalena portate da Gherardo, conte di Borgogna, che le aveva qui traslate da Aix-en-Provence dopo che il monaco Badilone aveva trafugato il corpo della Santa per sottrarlo alla furia iconoclasta dei Saraceni. Tali insigni reliquie furono collocate nella chiesa di San Valentino, posta nella parte bassa dell'isola. All'epoca esisteva anche un'altra chiesa posta nella parte alta, e dedicata a Santo Stefano, che faceva parte di un monastero benedettino.

Al principio del sec. IX l'isola apparteneva al ricco possidente Bonoso, padre del papa Pasquale I. Il santo pontefice aveva soggiornato nell'isola ed era stato priore del monastero di S. Stefano. Alla sua morte (14 maggio 824) l'isola e i suoi beni furono donati, con testamento, ai monaci di S. Stefano Maggiore in Roma che ebbero anche il privilegio della nomina dell'abate per il monastero dell'isola.
Questa donazione fu successivamente confermata da altri tre pontefici: Sergio II (844-847), Leone IV (847-855), Leone IX (1049-1054). Fino alla metà del sec. XI sull'isola vivevano prevalentemente monaci che costituivano una Comunità religiosa ma al tempo delle invasioni normanne la popolazione sull'isola era cresciuta fino a raggiungere un numero tale da renderla anche Comunità politica. Fu allora che la Martana ebbe il suo borgo che divenne poi Comune come sostiene C. Ricci.
Nella seconda metà del sec. XII l'isola passa alle dirette dipendenze della Santa Sede ma la politica espansionistica di Orvieto, che mirava ad estendere il suo dominio sui territori limitrofi e a divenire un potente Comune, vedrà nel possesso dell'isola il mezzo per esercitare la sua influenza sui paesi della Val di Lago. Questi intenti trovarono un forte oppositore nel papa Innocenzo III che contrasterà Orvieto riconfermando alla sede vescovile di Tuscania i suoi antichi diritti sull'isola. Dopo la morte di Innocenzo III, il Comune di Orvieto, perseguendo la sua politica, nel 1220 acquistò l'isola Martana da Gerolamo di Montefiascone e gli abitanti dell'isola, tramite i loro rappresentanti convenuti nel palazzo del comune di Orvieto, dovranno giurare fedeltà agli Aldobrandeschi, signori di Orvieto e di Bisenzo.

Nel frattempo il Comune dell'isola era diventato "Comune indipendente" sotto la protezione di Viterbo e Castellanìa Papale. Aveva un Podestà, la chiesa parrocchiale di S. Stefano e un Collegio di Canonici. Nel Palazzo del Bargello di Firenze è conservato un sigillo di questo periodo che reca la scritta S. COMUNIS INSULE MARTANE e con le figure di S. Stefano e S. Maria Maddalena, santi a cui erano dedicate le due chiese dell'isola. Un sigillo di epoca posteriore, conservato nella Collezione Strozzi, reca la stessa dicitura ma le figure sono quelle di S. Maria Maddalena e Santa Marta, quest'ultima, nel frattempo, divenuta patrona dell'omonimo castello sulla terraferma.

Questo secondo sigillo testimonia una sintesi raggiunta tra le comunità dell'isola e della terraferma. Le vicende storiche dei decenni successivi vedranno l'isola contesa tra Orvieto, Viterbo, i Di Vico, i signori di Bisenzo e la S. Sede.
Quest'ultima, dopo aver sciolto gli abitanti dell'isola dalle obbligazioni contratte con il Comune di Orvieto (15 novembre 1262), la donò al Comune di Viterbo sotto la cui protezione continuò la sua storia di libero comune mentre una fervente vita religiosa, che vedeva la presenza dei Benedettini nel monastero di S. Stefano e delle Benedettine nel monastero di S. Maria Maddalena, la animava.
Durante il periodo avignonese l'isola risentì fortemente dei gravissimi disordini che coinvolsero lo Stato della Chiesa. Nel 1320, una relazione inviata da Guitto Farnese al papa in cui si documentava il "decadimento della sovranità pontificia nel Patrimonio di S. Pietro" provocò una Bolla di Giovanni XXII da Avignone con la quale il pontefice rivendicava alla Chiesa l'esclusivo dominio sui comuni del Patrimonio e quindi anche sul Comune dell'isola. Seguirono anni di lotte da parte di varie fazioni nel tentativo di impadronirsi della roccaforte dell'isola che permetteva il controllo del lago e dei paesi circostanti: i papi, i ghibellini viterbesi, Ludovico il Bavaro, i Di Vico, il cardinale Albornoz, i capitani di ventura... anni di sangue, di miserie, di carestie, anni difficili e duri.

Nel 1462 papa Pio II visita l'isola dopo averla circumnavigata, poi assiste alla Messa nella chiesa superiore e venera e bacia le reliquie di S. Maria Maddalena miracolosamente ritrovate. In questa occasione ammira i lavori di adattamento che gli eremiti agostiniani stanno facendo dato che dal 7 luglio 1459 hanno avuto in custodia le chiese, i monasteri e i luoghi annessi come pure l'isola stessa.
Le Benedettine l'avevano lasciata alcuni anni prima che fosse affidata agli agostiniani. Quest'ultimi non vi rimasero a lungo. Vi tornarono per interessamento del cardinale Della Rovere il 25 febbraio 1500 ma la lasciarono definitivamente nel 1511.
Da alcuni decenni l'isola e il castello di Marta erano in mano alla famiglia Farnese che guardava con maggiore interesse alla vicina isola Bisentina per le gite, gli svaghi, la vita di corte, essendo quest'ultima più amena e verdeggiante.

La Martana comincia così ad essere abbandonata dalla popolazione che, nel vicino paese di Marta, troverà una vita più gaia e meno solitaria, grazie anche ai nuovi padroni che lo animeranno con feste e divertimenti.
Nel 1543 arriveranno sull'isola i Camaldolesi, attratti dall'amore per la solitudine e la preghiera, ma nel 1549 anch'essi se ne andranno. Nel 1574 saranno i Minimi ad avere l'isola in loro possesso ma la popolazione residente è ormai fortemente ridotta.
Con la caduta del Ducato di Castro (1649) finisce anche la vita sulla Martana. Il 22 novembre 1651 il vescovo Cecchinelli, nella Visita Pastorale, vi trova due soli sacerdoti e un oblato. Il 29 maggio 1690 il Padre Provinciale dei Minimi, Corradi, trova la chiesa abbandonata e nessuna traccia né di abitanti, né di frati.
L'isola torna alla Camera apostolica. Nell'800 è concessa al Seminario di Montefiascone.
Nel sec. XX è dapprima nelle mani del podestà Donati, passerà poi all'industriale prof. Passardi e negli anni '60 viene acquistata dalla società SAGIAR. Attualmente è proprietà privata e non è visitabile, tuttavia è possibile circumnavigarla grazie a un apposito traghetto. L'unico abitante è il signor Maurizio, custode dell'isola, che cura e gestisce i bei giardini presenti.

L'isola Martana, così come la Bisentina e il lago stesso, ha da secoli alimentato vari misteri e leggende tra la popolazione locale. Una delle tante leggende riguarda proprio la regina Amalasunta: alcuni pescatori di Marta, mentre lavorano sul lago, raccontano che durante le giornate di forte tramontana, vicino l'isola Martana, sia possibile ancora udire le urla strazianti della regina, e che nelle notti di luna piena il suo fantasma si aggiri ancora tra le acque e le rocce intorno l'isola.
Secondo alcuni studi, l'isola Martana costituiva anticamente un promontorio collegata alla terraferma tramite una striscia di terra e le ultime rilevazioni subacquee sembrerebbero confermare tale ipotesi. A questa presunta striscia è stato dato il nome di "strada di Amalasunta" in quanto si ipotizza che la regina dei Goti la utilizzasse frequentemente per recarsi sulla sponda meridionale del lago.

Stupende le acque del lago intorno all'isola, chiare e cristalline, come ben testimoniano le foto allegate. Si può considerare anche di fare un rinfrescante bagno d'estate nelle sue acque dando prima un'occhiata alla temperatura del lago.
Approfondisci la storia del paese di Marta.

Tratto da: "Marta, guida alla scoperta" di Maria Irene Fedeli

Rielaborazione testi a cura di Luca Viviani

" Qui non c'è bisogno di usare le armi per difendersi: le armi cedono di fronte a un tale luogo: al posto dei soldati, le rupi stesse combattono. Gli scogli fortificati con torri, le onde minacciose, le ripe scoscese da ogni parte assicurano una vita tranquilla e senza pericoli. È una fortezza che dà ogni garanzia di inespugnabilità "
(Teodato, re degli Ostrogoti)

WEBCAM MARTA, VISTA ISOLA MARTANA---------------L'ORIGINE DEL LAGO DI BOLSENA

DALLA PREISTORIA AGLI ETRUSCHI NEL LAGO DI BOLSENA

La regina Amalasunta



L'isola Martana vista dal paese di Marta



Isola Martana, veduta aerea



La caratteristica forma a mezzaluna dell'isola Martana



Isola Martana nel lago di Bolsena

Isola Martana nel lago di Bolsena



L'isola Martana con la tramontana vista dalla spiaggia di Marta

Isola Martana nel lago di Bolsena

Isola Martana nel lago di Bolsena



Sulla terraferma dell'isola Martana..

Interno dell'isola Martana, terraferma

Interno dell'isola Martana, terraferma

Interno dell'isola Martana, terraferma

Interno dell'isola Martana, terraferma

Marta (VT) e l'isola Martana

Marta e l'isola Martana nel Lago di Bolsena

L'isola Martana vista dalla spiaggia di Marta..

Isola Martana nel lago di Bolsena



L'isola Martana e il lago di Bolsena poco prima dell'arrivo di un temporale..



La cittadina di Marta sullo sfondo vista dall'isola Martana

La cittadina di Marta sullo sfondo vista dall'isola Martana

Targa commemorativa affissa sull'isola Martana nel 1994 per il 1500° anno dalla nascita della regina Amalasunta

1500 dalla nascita della regina Amalasunta

I ruderi dell'antica fortezza e della chiesa di S. Stefano sull'isola Martana

I resti del castello di Santo Stefano sull'isola Martana

Le limpide acque intorno all'isola Martana

Le acque intorno all'isola Martana



L'isola Martana vista dal lungolago di Montefiascone



L'isola Martana vista dalla località Kornos di Marta (distanza isola 1,4 Km circa)



Relitto di un'imbarcazione carica di mattoni nei pressi dell'isola Martana



Elmo medievale del 1400 rinvenuto nei pressi dell'isola Martana a 9 metri di profondità



Il passaggio segreto dell'isola Martana

Isola Martana, lago di Bolsena

Isola Martana, lago di Bolsena

L'isola Martana nel lago di Bolsena

L'isola Martana nel Lago di Bolsena

L'isola Martana vista da Montefiascone

L'isola Martana nel lago di Bolsena

L'isola Martana nel lago di Bolsena

L'isola Martana nel lago di Bolsena

Dietro l'isola Martana in canoa... (lato nord)

L'isola Martana nel lago di Bolsena

Lato nord dell'isola Martana, la parte più "nascosta"



La regina Amalasunta, seppur imprigionata nell'isola, godeva di questo panorama...



Alla scoperta dell'isola Martana in questo fantastico video



Dove si trova l'isola Martana