You are hereLa Cannaiola, vino tipico di Marta (VT)

La Cannaiola, vino tipico di Marta (VT)


----------------

LA FESTA DELLA CANNAIOLA

"Coltivato in luogo aprico già dall’anno Mille
Amato da Papi e Cardinali,
da questo Vitigno nomato CANNAIOLO
“sorte ‘n vino” dal gusto più unico che raro
Amaro come ’l tufo che respira
Dolce come ‘l core de ’na donna
"

Il nome Cannaiola, che indica il vino prodotto nel comune di Marta (VT), è citato in quasi tutti i dizionari italiani, dal Lessico della Treccani al Dizionario di S. Battaglia della UTET, dalla Enciclopedia De Agostini al Dizionario di Agricoltura del Carena.
L'uva, della varietà "Canaiolo Nero", ha acini di media grossezza, subovali, con buccia sottile ma coriacea di colore nero-violaceo e polpa succosa di sapore dolce-acidulo. Gli acini sono riuniti a formare un grappolo conico e allungato di medie dimensioni.
Il vino ottenuto, per le sue caratteristiche organolettiche, è simile all'Aleatico: colore rosso rubino, sapore dolce e corposo con intenso aroma di fruttato, densità alta che costituisce una caratteristica tipica e una gradazione alcolica media intorno ai 12° a seconda dell'andamento stagionale.
Le caratteristiche geologiche dei terreni dove viene coltivato il vitigno sono determinate dall'origine vulcanica. Oltre alla natura del terreno, la Cannaiola deve le sue caratteristiche ai tradizionali metodi di coltivazione che comportano una resa quantitativa inferiore rispetto alle possibilità produttive ma di alta qualità.
Sembra che il vitigno sia pervenuto nel territorio martano dall'areale del Chianti in epoca medioevale, portato da uno dei tanti monaci che transitavano verso Roma o Viterbo che, per decenni, fu anch'essa sede papale.

"Marta fa buon vino". Così Sante Lancerio, famoso bottigliere di Papa Paolo III Farnese, ha scritto nel 1536, nel suo trattato su "I vini d'Italia", ove il nostro "enologo" per eccellenza li giudica secondo "colore, odore e sapore". E' questa una delle testimonianze più rilevanti sulla produzione dei vini nel territorio di questa cittadina compresa nel Ducato di Castro e già signoria dei Farnese, i quali hanno ricordato il loro attaccamento a questo caratteristico borgo affacciato sul lago di Bolsena inserendo i loro simboli araldici quali gigli e unicorni su monumenti storici, palazzi e residenze. Fu il cardinale Alessandro Farnese Jr. (1520-1589) ad ereditare dal nonno Paolo III il potere e il ruolo di "gran cardinale" tanto che la sua straordinaria figura ha trovato esaltazione nella pittura del genio artistico del Tiziano.

Benedetto Zucchi, notaio di casa Farnese, nella sua relazione sul Ducato di Castro (1630) scrive che "A Marta si raccolgono buonissimi vini" con certo riferimento alla dolcezza e all'amabilità della storica Cannaiola di Marta che, per questo, ha ricevuto anche il prestigioso riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata (DOC) nel 1996.
Le lodi di questo luogo straordinario sono state tessute anche dal letterato farnesiano Ottaviano Rabasco di Marta nell'ampio trattato su "Il Convito", dato alle stampe nel 1615: "Si godono tali dolcezze, molto deliziosamente, nelle amene isolette del Lago di Marta..., dove in mezzo dell'acque, si gode la terra, e fra terra, i boschi, e dentro ai boschi, amenità singolare, luoghi attissimi alle muse, à Venere, à Bacco...". Scrive ancora: "Non tacerò per questo l'amenità del sito di quel monte, vicino alla devotissima chiesa della Madonna del Monte, non è luogo, che non sia tutto delizia per l'estate, aggiuntavi la comodità di quella freddissima grotta, che scendendo solo sette scalini sotto il monte, è così gelata per raffreddar i vini, che non ha forse pari in Italia".
L'offerta di un bicchiere di questo vino "è il più bel saluto che si possa fare al fortunato ospite" (G. Rosati, 1922).

Nella zona, il cui clima è addolcito dalla presenza del lago di Bolsena, il vitigno ha trovato le condizioni ideali per esaltare le sue peculiarità. I terreni in cui viene coltivato si trovano quasi tutti all'interno del territorio di Marta, a parte alcuni impianti situati nei territori limitrofi di Capodimonte e Tuscania ma sempre di proprietà di agricoltori martani.
Le zone di coltivazione sono situate a sud dell'abitato e particolarmente in località "Macchia di Marta" che è considerata, da sempre, la zona migliore. Buona diffusione la troviamo anche in località limitrofe alla precedente come "Il Piano", "Fontana Murata", "Rosicasasso".
La Cannaiola si accompagna a formaggi poco stagionati, salumi locali oppure, come tradizione vuole, con anguilla alla cacciatora o in agro dolce.
Per il suo equilibrio tra la nota dolce e l’acidità si accompagna bene a dessert non troppo dolci e frutta secca. Interessante il suo utilizzo come vino da meditazione.
Questo raro e ricercato vino è assai limitato e se ne produce ben poco. E' venduto nelle varie cantine di Marta ma viene anche imbottigliato ed esportato. Il prezzo può variare molto da venditore a venditore.
La Cannaiola viene festeggiata nel corso dell'estate a Marta con la Festa della Cannaiola. Scopri inoltre come è nato il nome "Cannaiola".
A soli 11 Km da Marta, nel paese di Montefiascone sui monti Volsini, viene prodotto il famoso vino EST! EST!! EST!!! mentre a Gradoli, paesino sulle colline nord-occidentali del lago di Bolsena, viene prodotto l'Aleatico.

Tratto da: "Marta, guida alla scoperta" di Maria Irene Fedeli

Rielaborazione testi a cura di Luca Viviani

Si ringraziano per le foto ViedelGusto e Tintosetantos

Caratteristiche Cannaiola di Marta (Viterbo)

Zona di produzione: comuni di Marta e Capodimonte sul Lago di Bolsena.
Uvaggio: uve di Canaiolo Nero (100%) autoctone della zona di Marta, Capodimonte e località San Savino nel comune di Tuscania (VT).
Tipologia dei terreni: giacitura in terreni collinari di origine vulcanica con prevalenza di tufi e ricchi di scheletro, con altitudine pari a circa 320 metri sul livello del mare.
Periodo della vendemmia: prima decade di ottobre.
Grado alcolico: 12,50°+2, a seconda dell'andamento stagionale.
Descrizione: alla vista colore rosso rubino.
Al naso: aromatico e persistente, fruttato con sentori di ciliegia selvatica e more.
Al palato: amabile con venature dolci e retrogusto amarognolo, modulate dalla freschezza e dalla sapidità, con
una piacevole acidità che ne esalta il corpo.



La vigna martana